**Aurora** è un nome femminile di radici antiche, la cui origine è latina. Deriva dal sostantivo *aurora*, che indica l’atteso inizio del giorno, la luce che si diffonde sul firmamento al calar della notte. In latino, *aurora* è anche il nome della dea romana delle prime luci, personificazione della luce del mattino, analogamente alla dea greca Eos. Tale connotazione di rinascita e illuminazione ha reso il nome molto suggestivo e ricercato sin dai tempi antichi.
Nel mondo romano la dea Aurora era venerata come signora delle prime ore e delle promesse del nuovo giorno, e la sua figura compare in numerose opere di poesia e retorica. Con l’espansione dell’Impero, il nome si diffuse anche in altre lingue indoeuropee, dando origine a varianti come “Euròpa” in greco e “Eos” in greco, e con versioni latine come *Aurora*, *Aurorae*, “Aurea” e così via. Nel Medioevo, tuttavia, il suo uso cominciò a declinare, poiché la cultura cristiana enfatizzava nomi di santi e di santi. Con la rinascita dei valori classici durante il Rinascimento, il nome fu rivissuto con entusiasmo, soprattutto tra le classi nobili e letterarie, che cercavano in esso un richiamo alla luce dell’arte e del sapere.
Oggi *Aurora* è un nome diffuso in molti paesi, non solo in Italia, dove ha registrato un forte ritorno negli ultimi decenni. È stato adottato da famiglie moderne per la sua semplicità, eleganza e il suo richiamo poetico al nuovo inizio. La combinazione con il cognome *Remie*, se presente, conferisce un tocco di originalità senza alterare il significato intrinseco di “l’alba” che porta con sé. In breve, *Aurora* rappresenta un ponte tra il passato storico e la luce sempre presente di un nuovo giorno.
Il nome Aurora ha avuto un solo utilizzo nel 2023 in Italia, portando il numero totale di nascite con questo nome a uno.